da L'Indicatore teatrale, Firenze, 17 giugno, 1871, anno V, numero 13

Scriviamo sotto l'impulso d'una bellissima e ben divertita serata tenuta in casa del signor Filippo Coletti per festeggiare il giorno del suo nome.
Scelta musica, ottimo canto, gentile ed elegante società; tutto concorse a rendere vieppiù brillante ed animata quella sera.
Abbiamo ascoltata ed ammirata insieme la voce del sempre celebre artista signor Coletti, e non abbiamo potuto [fare] a meno di esclamare: peccato, che questo astro sì luminoso troppo presto abbia voluto nascondersi all'Italia, all'Europa stessa che tanto lo teneva in pregio e l'applaudiva!
La voce robusta, melodiosa, flessibile, metallica ed ispiratrice, congiunta alla perfetta scuola di canto, hanno reso il Coletti immortale e celebre; ed ora eccita l'entusiasmo quando s' ha la fortuna d'ascoltarlo alcuna volta. È il giusto compenso; è il premio da lui ben meritato.
Fummo scossi, e colmi di emnzione, ascoltando prima un duetto di Elena da Feltre del Mercadante, cantato da lui colla sua figlia signorina Lavinia, il quale riuscì applauditissimo e pieno di grande effetto; poscia un terzetto eseguito dagli stessi assieme all'egregio sig. Rizzo, il quale merita tutti gli encomi per la sua bella voce, davvero simpatica, spontanea e di buonissima scuola. È degna poi della nostra stima e dell'intiera società la signorina Lavinia, la quale veramente andò a meraviglia, e niente lasciò a desiderare di vantaggio. Alla voce di lei melodiosa e simpatica che ammalia e commuove, unisce quell'arte di canto, tanto necessaria a divenire perfetta in tal genere, e gratissima a tutti. Anche la signorina Valeria ci volle regalare un pezzo di canto, e dobbiamo dire che piacque moltissimo, perchè eseguito con molta grazia ed armonia.






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